Un uomo coraggioso
Un messaggio per Israele e la comunità internazionale
di Tariq Alhomayed. Asharq al-Awsat (6/02/2010). Traduzione e testo a cura di Giusy Regina
Hamas, Fatah e le altre fazioni palestinesi non risparmiano le critiche al Primo Ministro Salam Fayyad, in seguito alla sua partecipazione all’annuale Herzliya Conference, tenutasi in Israele. Questa conferenza è considerata estremamente importante, in quanto si discute sulle politiche e le strategie di sicurezza.
E’ evidente che, mentre Fatah ha attaccato il Primo Ministro per superare Hamas e le altre fazioni, questi ultimi invece lo hanno fatto per “regolare i conti” politici. Gli stessi israeliani lo hanno criticato. Secondo un altro punto di vista, forse più oggettivo, bisognerebbe invece ammettere che il Primo Ministro palestinese ha dimostrato di essere un uomo coraggioso nel vero senso della parola, e la sua partecipazione alla conferenza dovrebbe essere vista in questa ottica.
E’ andato alla conferenza per metterli nelle condizioni di ascoltare ciò che dovevano, che è più di quanto stia facendo Hamas a Damasco. Ha detto che il processo di costruzione dello stato palestinese è iniziato due anni fa e che le infrastrutture stanno per essere completate: per il 2011 tutto dovrebbe essere pronto. Non serve il riconoscimento israeliano, secondo Fayyad, poiché la questione è ormai nelle mani della comunità internazionale, e, qualora Israele volesse cooperare, dovrebbe ritirarsi dai territori palestinesi ed iniziare negoziati seri.
Il Primo Ministro palestinese ha ribadito che non ci può essere sicurezza per gli israeliani se non ce n’è per il palestinesi e che, sono i palestinesi stessi a dover provvedere alla propria sicurezza. I punti principali del suo discorso sono stati relativi allo smantellamento degli insediamenti israeliani già esistenti in terra palestinese e lo stop alle nuove costruzioni; all’importanza di Gerusalemme est quale parte integrante del futuro stato palestinese e al riprovevole comportamento di Israele nella striscia di Gaza e nei confronti di Hamas. La sua presenza alla conferenza è servita anche per dire basta alla macchina propagandistica di Israele, che non si è fermata nonostante l’assenza di un partito palestinese al tavolo dei negoziati e che spera di cooperare nel processo di pace. Nonostante i palestinesi descrivano la sua partecipazione come segno di indisciplina politica, in realtà dovrebbe essere supportata e vista in maniera positiva. La vera indisciplina politica è quella che i palestinesi stanno sperimentando oggi.
Le parole di Fayyad davanti agli israeliani relative alla interdipendenza tra la sicurezza di Israele e quella della Palestina, sono molto più forti di quelle utilizzate da Khaled Meshaal a Damasco. La prova di tutto ciò è che gli israeliani stessi erano divisi circa la sua partecipazione alla conferenza, soprattutto dopo che Shimon Peres lo aveva definito il “Ben Gurion palestinese”. Con questo Peres voleva dire che, così come Ben Gurion costruì lo stato di Israele decenni prima della sua reale istituzione, Fayyad sta facendo lo stesso oggi.
Certamente non è importante da che parte stia Peres, ma semplicemente che il messaggio del Primo Ministro palestinese sia giunto forte e chiaro ad Israele e alla comunità internazionale. Un’azione del genere ha molto più valore delle azioni di coloro che, invece delle parole, utilizzano i razzi. E’ per questo che Salam Fayyad è un uomo coraggioso.




