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La Tunisia respinge le lamentele del governo americano sulla carenza di libertà

Il Ministero degli Esteri tunisino ribatte: il giornalista arrestato, Boukadous, non ha mai avuto il tesserino

Middle East Online – (26/07/10) - Traduzione a cura di Pamela Stella

La Tunisia respinge le lamentele del governo americano sulla carenza di libertà Tunisi – Il governo tunisino respinge le lamentele di Washington preoccupata per un declino delle libertà politiche nel paese arabo, a seguito dei fatti che hanno visto un tribunale del paese condannare un giornalista malato a quattro anni di carcere.

Il Ministero degli Affari Esteri tunisino ha affermato, in una dichiarazione pubblicata dall’agenzia di stampa del governo: “Le preoccupazioni mostrate dal portavoce del Dipartimento di Stato americano sono prive di fondamento”, aggiungendo che il governo americano dovrebbe parlare della crescente forza delle libertà politiche in Tunisia invece di metterne in luce i deficit.

La preoccupazione degli Stati Uniti, a detta del portavoce del Dipartimento di Stato, Mark Toner, è dovuta in generale alle gravi restrizioni alla libertà di espressione in Tunisia e scaturisce, in questo caso particolare, dalla sentenza di un tribunale del paese magrebino che ha condannato il giornalista televisivo Fahem Boukadous a quattro anni di carcere.

Avvocati e organizzazioni per i diritti umani hanno riferito che Boukadous è stato perseguitato a causa dei suoi servizi sulle manifestazioni di protesta per la disoccupazione, il carovita e la corruzione, avvenute nel bacino minerario di Gafsa nel 2008.

Il ministero tunisino ha affermato invece che Boukadous non è mai appartenuto al corpo dei giornalisti, non è mai stato in possesso del tesserino per esercitare legittimamente la sua professione, aggiungendo poi che: “ Tutte le parti che cercano di dipingerlo come un giornalista non fanno altro che diffondere la disinformazione”. Ha anche detto che Boukadous è stato condannato per “partecipazione ad associazione a delinquere al fine di preparare e commettere atti di aggressione contro persone e cose” e questo non ha nulla a che fare con la sua “attività giornalistica”.

pamela.stella@arabismo.it

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