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Diva libanese accusata di cantare canzoni razziste

Traduzione a cura di Claudia Masini

Diva libanese accusata di cantare canzoni razziste Una famosa cantante pop libanese, che normalmente suscita scalpore per i suoi vestiti seducenti e i suoi balli provocanti, è stata accusata di cantare canzoni con testi razzisti che paragonano i neri egiziani alle scimmie. Haifa Wehbe, considerata d molti una delle donne più sexy del mondo arabo, ha sconvolto la comunità Nubiana in Egitto con il suo ultimo album per bambini “Baby Haifa” e gli attivisti della comunità hanno avviato più di una causa legale contro i suoi testi. I Nubiani hanno preso posizione contro un verso della canzone “Where is daddy?” in cui la Wehbe canticchia “Where is my teddy bear and my Nubian monkey?” (‘dove sono il mio orsacchiotto e la mia scimmia nubiana’,n.d.T.).

Il verso insinua che i membri della minoranza nera egiziana sono scimmie, sostengono i rappresentanti dei Nubiani. A novembre sono state intentante diverse cause legali contro la cantante, la sua etichetta discografica e l’autore egiziano dei testi della Wehbe. Montez Isaaq, del Comitato per le Questioni Nubiane ha dichairato: “Può non essere razzismo intenzionale da parte della cantante, ma rimane comunque altamente razzista e offensivo”.

I Nubiani vengono dalla regione più meridionale dell’Egitto moderno, dove una civiltà più tardi conosciuta come Nubiana sorse attorno al 3800 a.C. lungo il Nilo e nel Nord del Sudan. E’ una delle più antiche civiltà nere Africane complete con un regno indipendente. Isaaq sostiene che gli stereotipi riguardo alle minoranze sono così radicati che i riferimenti ad esse nei media di cultura popolare sono spesso fatti in modo inconscio. “Siamo una delle più antiche civiltà sulla Terra” ha dichairato Isaaq. “Invece, la nostra immagine è costantemente perpetuata come quella dell’ignorante usciere o cameriere.” Isaaq ha asserito che i Nubian sono discriminati a causa della loro pelle più scura, e ha sottolineato che la comunità conserva ancora il penoso ricordo dell’oppressione politica degli anni sessanta, quando il governo egiziano costrinse decine di migliaia di Nubiani a lasciare le loro case e a insediarsi altrove nell’Egitto meridionale, per favorire la costruzione della Diga di Assuan, 685 km a sud de Il Cairo.

La Wehbe in passato aveva già sperimentato i limiti di una cultura conservatrice in Medio Oriente, a causa dei suoi abiti succinti e dei suoi testi e i suoi balli allusivi. Ma questa volta, sostiene Isaaq, il pericolo risiede nel fatto che le sue canzoni sono destinate ai bambini.

“I bambini assorbono i testi molto velocemente” ha dichiarato, “Potrebbero iniziare a chiamare i loro compagni di classe nubiani ‘scimmie’”. Il gruppo di Isaaq ha portato avanti la protesta contro la canzone e si sta anche preparando a fare causa al ministro della cultura egiziano e al comitato statale per la censura per aver permesso all’ultimo album della Wehbe di essere messo sul mercato. I Nubiani chiedono delle scuse formali e che sia messa fine alla trasmissione della canzone in Egitto, ha dichiarato Isaaq, esprimendo inoltre la speranza che quest’azione porti un cambiamento nel modo in cui gli altri Egiziani trattano i loro connazionali Nubiani. Egli ha aggiunto: “Gli Egiziani devono smetterla di trattarci come cittadini di seconda classe. Noi siamo gli Egiziani originari e il Paese deve ricordarsi di questo”

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