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L’arte è magia…

XXXII edizione del festival di Assilah. Ospiti d’onore gli artisti degli Emirati

Traduzione e testo a cura di Carlotta Caldonazzo

L’arte è magia… 22/7/2010 – Dal 10 al 26 luglio al Palais de Raissouni nella medina di Assilah si è tenuta la XXXII edizione del festival della cultura, organizzato dalla Fondazione Forum di Assilah. Ospiti d’onore dell’evento, cui hanno preso parte più di 45 Paesi per un totale di 500 partecipanti, sono quest’anno gli Emirati Arabi Uniti, presenti anche con una delegazione di quattro artisti, Jalal Luqman, Mattar bin Lahej, Azza al-Qubaisi e Khalil Abd al-Wahid. Il festival è uno dei più importanti del Medio Oriente e del Nord Africa e ha come scopo lo scambio culturale e il dialogo all’insegna della pace e della tolleranza. Per l’occasione la Adach (Autorità di Abu Dhabi per il patrimonio culturale) ha organizzato diversi eventi coordinati dal titolo Energia rinnovabile, un passo verso lo sviluppo umano e ha permesso a tre studentesse di partecipare ai lavori, esponendo le loro opere nel corso di un seminario che si è tenuto prima dell’apertura ufficiale del festival. Una di loro, Amal al-Shehhi della Zayed University, si è detta entusiasta di essere a Assilah, non soltanto per la presenza di Amal Luqman, che considera una delle sue fonti di ispirazione, ma anche perché il festival rappresenta per lei un’occasione per conoscere il Marocco. Ad assisterli nella preparazione della loro esposizione c’è Ayoub Bouallaga, di Rabat, colpito positivamente dall’atteggiamento aperto e gentile di queste studentesse e intenzionato a visitare al più presto gli Emirati. Anche le differenze dialettali sono presto superate ricorrendo all’arabo standard e magari insegnando l’uno all’altro le proprie particolarità linguistiche. I quattro artisti invece hanno ravvivato le bianche mura della città antica realizzando in poche ore una pittura murale collettiva, che rimarrà esposta per un anno intero. La loro è la prima opera d’arte collettiva mai realizzata da artisti degli Emirati e contiene, come spiega Luqman, “più di cento anni di esperienza combinata”. Per Abd al-Wahid il fatto stesso di aver realizzato questa pittura insieme ad altri artisti, anche se tutti loro si conoscevano già da tempo, è fantastico dal momento che “essere artista in genere rappresenta un modo di vita solitario”. Quanto al metodo di lavoro, Azza al-Qubaisi, una delle artiste più riconosciute del suo Paese, ha spiegato che la forma finale dell’opera è stata decisa la mattina stessa in cui sono arrivati ad Assilah, quindi “è stato piacevole lavorare in modo così naturale”. Questo quadro mette in luce non soltanto il grado di creatività degli artisti degli Emirati, ma anche l’unità statuale degli Emirati Arabi Uniti, come ha tenuto a sottolineare il supervisore dell’Adach ad Assilah. A lui ha fatto eco Luqman, facendo notare che l’opera “mostra a chiunque in Marocco come gli Emirati lavorano insieme e quanto siamo uniti”, pur conservando ognuno la propria specificità, dal momento che “ogni artista ha portato al lavoro qualcosa di diverso”.

L’arte è magia… Le istituzioni degli Emirati Arabi Uniti hanno seguito con interesse il festival. Alla cerimonia di apertura, che si è svolta sotto l’egida del re del Marocco Mohamed VI, ha assistito infatti Sheikh Sultan bin Zayed Al Nahyan, rappresentate del presidente Khalifa bin Zayed Al Nahyan. Nel suo messaggio, letto dal ministro della cultura, della gioventù e dello sviluppo sociale degli Emirati, Khalifa, dopo aver rivolto a Mohamed VI i suoi auguri per l’undicesimo anniversario del suo insediamento, ha confermato la solidità e la profondità delle relazioni tra i due Paesi. Ha quindi espresso il suo apprezzamento per questa iniziativa culturale, che instaura il linguaggio del dialogo facendo da ponte tra Nord e Sud, tra Oriente e Occidente. Data la sua posizione strategica il Marocco è un Paese ideale per questo ruolo di ponte, anche in materia di energia. La scelta del tema delle energie rinnovabili rafforza pertanto la filosofia del festival che fa della cultura una molla per lo sviluppo. Nel suo messaggio Khalifa, promuovendo l’impegno del suo Paese in questo campo, invita la comunità internazionale ad “attivarsi immediatamente per un nuovo accordo sul tema dell’ambiente, al fine di affrontare le sfide cruciali sulla base del principio della responsabilità condivisa”.

L’arte è magia… Il dibattito sulle energie rinnovabili si è inserito in una serie di seminari all’interno della venticinquesima sessione dell’Università al-Moutamid Ibn Abbad (a sua volta parte della “Stagione di Assilah”). Gli altri soggetti discussi sono strati L’arte contemporanea alla luce della crisi economica mondiale, Architettura verde: storia e prospettive, Dialogo tra le culture arabe: realtà e aspirazioni, Mohamed Abed al-Jabri: la ragione assente, La diplomazia e la cultura e Il movimento letterario contemporaneo negli EAU. Il segretario generale della Fondazione Forum di Assilah Mohamed Benaissa considera eccezionale la partecipazione degli Emirati, perché permette di apprezzare “gli aspetti luminosi della rinascita che questo Paese sta conoscendo” a livello culturale e scientifico. Un seminario è stato dedicato anche alla musica nel mondo islamico e a come salvaguardare un patrimonio musicale oggi a rischio. Secondo il musicologo Ahmed Aydoune è necessario trasmetterlo e riprodurlo “senza che le riprese siano copie pallide e denaturate della versione originale”. Non sono musei e biblioteche a dover preservare questa eredità, che va invece diffusa tra le nuove generazioni. In questo senso il sistema educativo svolge un ruolo di primo piano, come la ricerca e la sperimentazione all’interno dei generi tradizionali.

Altre iniziative sono state la proiezione di cortometraggi e documentari e serate musicali, che hanno visto come protagonisti la cantante indiana Vidya Shah, il musicista spagnolo Miguel Trapaga, il gruppo di Chefchaouen Hadra di Rhoum el-Bakalli, il giovane musicista marocchino Driss el-Maloumi e il trio giordano Khoury Nawazen.

Questi sedici giorni sono un’ulteriore dimostrazione del fatto che chiamare in causa espressioni come “scontro di civiltà” o atteggiamenti xenofobi (di paura cioè che l’incontro con l’“altro” renda fragile la propria identità) è una scelta fondata sull’intenzione di nascondere a se stessi le proprie fragilità individuali appellandosi alla legge del branco. Il branco sopravvive soltanto a discapito di altri branchi e in esso l’egoismo coesiste con l’omologazione. Si rinuncia alla creatività e alla libertà in nome della sbandierata “sicurezza”. Una collettività umana trae invece giovamento dal confronto costruttivo con le altre collettività, così come l’individuo trova nel dialogo con gli altri un momento di crescita. L’arte, ad Assilah come altrove, spesso riesce a rendere visibile in modo più immediato rispetto alla filosofia o alla letteratura l’importanza di questo dialogo e di questo confronto, non soltanto contro la xenofobia e i pregiudizi, ma anche contro l’omologazione. Scriveva Theodor W. Adorno nei Minima Moralia: “L’arte è magia liberata dalla menzogna di essere verità”. Dunque una consapevolezza profonda finalmente liberata dal conformismo.

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