Londra: una mostra mette in luce il debito dell’Occidente nei confronti degli studiosi musulmani
Una mostra presenta 1000 anni di scienza musulmana come base del Rinascimento europeo
Traduzione a cura di Pamela Stella
22/01/2010 - La capitale inglese ha ospitato una mostra che ha messo in risalto il debito degli studiosi europei nei confronti della loro controparte musulmana. Un debito che attiene a diversi campi: dalle pompe per l’acqua e la circolazione del sangue all’ingegneria e la creazione di mappe.
Gli organizzatori di “1001 Invenzioni: Scoprire il Patrimonio Musulmano nel Nostro Mondo” sperano di illuminare 1000 anni di una scienza trascurata, dal Nord Africa alla Cina, che ha fornito un ponte tra il mondo antico e il Rinascimento. In tal modo, essi hanno espresso la speranza che ciò potesse portare ad un miglioramento nella comprensione tra mondo musulmano e mondo occidentale.
Il professor Salim TS Al-Hassani, progettatore della mostra al Museo delle Scienze di Londra, ha affermato: “Se si trascurano i contributi di altre civiltà, poi si finisce col sentirsi culturalmente superiori, il che è pericoloso”. Ha poi riferito: “Poiché ci muoviamo verso un nuovo mondo globale, abbiamo bisogno di rispettare e riconoscere i contributi di tutte le altre razze e culture in quello che abbiamo oggi. La mostra rivela proprio ciò”.
Il materiale esposto spazia dal 700 al 1700 d.C., un periodo che il professor Chris Rapley direttore del Museo delle Scienze, ha descritto come un momento di “eccezionale progresso scientifico e tecnologico in Cina, India, Persia, Africa e mondo arabo. La mostra mette in rilievo come, ad esempio, all’osservatorio di Margha in Iran- durante il XIII secolo- gli astrologi avevano sviluppato nuovi modelli per comprendere l’universo, ciò ha contribuito a spianare la strada alle idee di Copernico e del sole al centro del sistema solare nel 1543.
Abbas Ibn Firnas, uno studioso del IX secolo, si è esibito in uno dei primi voli umani mai registrati quando balzò dal minareto della Grande Moschea di Cordoba con un aliante realizzato con puntoni di legno. Il medico cairota Ibn Al-Nafis si dice essere il primo ad aver descritto accuratamente la parte del sistema cardiovascolare che coinvolge il cuore ei polmoni, spianando la strada a William Harvey che nel 1628 ne fece una descrizione completa.
La mostra prende in esame anche Al-Jazari, ingegnere del XII secolo, che ha inventato la pompa di aspirazione a doppia azione, e il suo contemporaneo Al-Idrisi, che ha realizzato una mappa del mondo secoli prima che Colombo e Marco Polo partissero per esplorare. “Il mondo musulmano è stato una torcia che ha illuminato la conoscenza umana e la comprensione mentre l’Occidente attraversava secoli bui”, così si è espresso Rapley. Dotti musulmani hanno lavorato insieme ad altri studiosi, inclusi ebrei e cristiani , per costruire idee. Questa collaborazione ha interessato cinesi, antichi babilonesi, egiziani, greci, persiani e indiani.
Questo messaggio multiculturale si esplicita nella realizzazione di Al-Jaziri, ossia l’”orologio a forma di elefante”, che consiste in un elefante indiano, draghi cinesi, un meccanismo greco per l’acqua, una fenicie egizia e un robot di legno vestito con abiti tradizionale arabi. Il direttore del museo ha aggiunto: “La scienza in tutta la sua storia ha rivendicato un ruolo estremamente importante alla diffusione o semplicemente all’eliminazione di barriere culturali o politiche ... attraverso un'innovazione sfavillante, nuove idee e progresso”
La mostra si affida ai centinaia di manoscritti del periodo, inoltre le attribuzioni delle scoperte sono state verificate da esperti presso il Museo delle Scienze. Sarà possibile visitare la mostra fino al 25 aprile.
Fonte: www.middle-east-online.com
Per maggiori informazioni: www.sciencemuseum.org.uk




