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Rogers e la via del drago divorato dal sole, di Ahmed Nagi

Articolo a cura di Alessandra Fabbretti

Rogers e la via del drago divorato dal sole, di Ahmed Nagi 19/07/2010 - Il libro verrà presentato giovedì 29 luglio alle ore 22, presso i giardini di Castel Sant’Angelo a Roma, nell'ambito dell'iniziativa culturale "Invito alla Lettura"

Quanto son dolci i ricordi del cuore di chi non è più ingenuo né giovane

Dal mondo di internet e dei blog nasce Rogers, e la via del drago divorato dal sole di Ahmed Nagi, pubblicato nel 2010 dalla casa editrice Il Sirente per la collana Altriarabi. Famoso per essere il più giovane redattore di Akhbar Al-Adab, rivista letteraria egiziana fondata dal ben più noto intellettuale Gamal al-Ghitani, Nagi dal 2005 anima il panorama letterario dell'Egitto attraverso il suo blog Wasa'a Khaialak (Espandi la tua immaginazione) nel quale tratta dei temi più disparati: dalla musica alla filosofia, dalla politica all'analisi della società egiziana contemporanea.

Rogers, un libro di "pura avanguardia", prende le mosse proprio dall'interazione dello scrittore coi tanti lettori del suo visitatissimo blog, i quali hanno contribuito con cosigli e idee a tratteggiare questa novella moderna che si plasma attorno alle note dell'album The Wall della celebre rock band britannica Pink Floyd.

In un viaggio a ritroso nel proprio passato (un breve passato, ad essere sinceri, perché il protagonista ha poco più di vent'anni) Nagi rievoca i ricordi e le esperienze della sua vita che costituiscono un grande racconto fortemente simbolico con cui riflettere sul senso profondo dell'esistenza e dei rapporti umani.

Sono i pensieri però a guidare la narrazione, e non l'opposto: un ricordo o una domanda qualsiasi a cui cercare una risposta costringono il protagonista a pensare e quindi immergersi nel suo bagaglio profondo di immagini ed emozioni, più o meno lontane nel tempo, che vanno a mescolarsi e sovrapporsi alle riflessioni stesse.

Il testo che ne emerge risulta fortemente frammentato e a tratti incoerente. Questo risultato serve a rispecchiare, in un gioco simmetrico ed evocativo, i caratteri stessi della vita dell'essere umano: intrappolato nel proprio corpo, che può percepire come suo o come altro da sé, il contatto con l'altro diventa un'esperienza insolita e quasi mistica. Un gesto, uno sguardo, o il tocco della ragazza amata producono delle emozioni che il protagonista tenta di mettere in ordine dentro il suo animo, mentre prende coscienza della natura profonda del proprio Io interiore che è un oceano di sensazioni, desideri e immagini slegate.

L'amore, l'amicizia, l'affetto per la famiglia, la paura, il divertimento o i traumi dell'infanzia sono elementi che giacciono sul fondo dell'inconscio ed esercitano sul loro proprietario un effetto che condiziona il suo modo di essere e di approcciarsi al reale. Non è quindi insolito trovare in Rogers episodi reali che sembrano pura fantasia, e favole che possano essere scambiate per fatti realmente accaduti.

Lo sfondo di tutto è una metropoli imprecisata (probabilmente il Cairo) che con le sue strade, vicoli, luci e propaggini di cemento sembra l'interno del corpo di un mostro: tendini, nervi, occhi e ossa. Sarà quest'ultimo a fagogitare gli umani e il loro mondo? O questi piccoli esseri si adatteranno a vivere su ciò che resta delle sue interiora? L'intero libro, che non si faticherebbe a trasformare in un manga, è tenuto assieme dalle note dell'album The Wall dei Pink Floyd, che l'autore consiglia di ascoltare durante la lettura. E l'effetto che ne risulta è davvero da provare.

alessandra.fabbretti@arabismo.it

Ahmed Nagi: nato nel 1985 a Mansura, in Egitto, è giornalista e scrittore di relativa fama internazionale. Attualmente scrive sul settimanale di letteratura Akhbar Al-Adab diretto dal noto scrittore Gamal Al-Ghitani, e cura dal 2005 un blog, Wasa'a Khaialak, che gli ha permesso di entrare nell'alveo dei blogger più letti del paese per i temi e i toni con cui intende criticare la società conservatrice egiziana. Rogers, e la via del drago divorato dal sole è stato pubblicato nel 2007 in Egitto, ma è disponibile nelle librerie italiane dall'aprile di quest'anno grazie alla casa editrice Il Sirente.

Il blog Wasa'a Khaialak